|
Figlia di Sadao Õki e Miharu Õzeki,
Izumi nasce a Tokyo. Dal padre, ricercatore farmacologico
e rettore universitario, con la passione della
pittura, eredita lamore per larte.
Nel periodo universitario, mentre con impegno
studia storia antica giapponese, Izumi
ha la fortuna di incontrare, grazie ad un gruppo
di fumettisti e illustratori da lei assiduamente
frequentati,Aiko Miyawaki, una scultrice
particolarmente bella e libera dagli schemi della
cultura giapponese.
Dopo la laurea allUniversità Waseda
di Tokyo, abbandona, in favore dellarte,
lidea della carriera universitaria, non
priva di ostacoli per una donna. Nel frattempo
decide di prendere nella sua città lezioni
di italiano. Alla fine del corso, grazie ad una
borsa di
studio del Governo italiano, le si presenta lopportunità
di frequentare lAccademia di Belle Arti
di Brera con il maestro Giancarlo Marchese. Nel
1977 la troviamo così a Milano, dove utilizza
il gesso, la creta, il legno, il marmo, il plexiglas
e la fotografia. Finita lAccademia riprende
ad utilizzare il vetro, alternando la ricerca
astratta al figurativo. Nell84, per due
anni, si trasferisce a Bergamo pur mantenendo
lo studio a Milano. È dell85 la sua
prima personale alla Baleri Italia
di Bergamo. Nell86 si ristabilisce a Milano,
dove in via Palermo inaugura il Progetto
Volpini, creato in collaborazione con lartista
Pierantonio Volpini. È dell88 la
sua prima personale a Tokyo, dove espone
alla Moris Gallery. Nell89 la troviamo con
unaltra personale alla Galleria Schubert
di Milano. Õki Izumi ha esposto, tra laltro,
alla Triennale di Milano nell83, alla Biennale
diArchitettura di Venezia nell85, alla Biennale
diArti Visive di Venezia nell86, alla mostra
itinerante in Giappone World Glass Art Now
nel 91, alla Galleria Nazionale dArte
Moderna di Roma nel 92. Nel 98 ha
tenuto una mostra con Paola Levi Montalcini allIstituto
Giapponese di Cultura di Roma. Ricordiamo ancora
la personale Ombraluce del 1999, nella Galleria
Civica di Palazzo Todeschini a Desenzano del Garda
(Brescia), e Trasparenze luminose (2001), presso
lo Stabilimento Solvay di Rosignano-Solvay (Livorno).
Attualmente vive e lavora a Milano.
|

SCATOLA
MAGICA, 1999
vetro e specchio (glass and mirror), cm.
13,8x13,8x14
|
|
|
|
|
The daughter of Sadao Oki and Miharu Ozeki,
Oki Izumi was born in Tokyo but lives and works
in Milan. She inherited her love of art and passion
for painting from her father, a pharmaceutical
researcher and University rector. During her time
at university, where she studied ancient Japanese
history, Izumi had the good fortune to meet, thanks
to a group of cartoonists and illustrators with
whom she mixed, the sculptress Aiko Miyawaki,
who was both beautiful and free of the constraints
of Japanese culture.
After graduating from Tokyos Waseda University,
she abandoned the idea of a university career
in favour of art, a course not without obstacles
for a woman. She decided to take lessons in Italian
and at the end of the course, thanks to a grant
from the Italian government, she was given the
opportunity to study at the Brera Accademia di
Belle Arti where she was taught by Giancarlo Marchese.
Thus she came to be in Milan in 1977 working with
gesso, clay, wood, marble, perspex and photography.
Once she had finished at the Accademia she began
to work with glass again,
alternating between the abstract and the figurative.
In 1984 she moved to Bergamo for two years but
kept on her studio in Milan.
Her first show took place in 1985 at the Baleri
Italia in Bergamo. In 1986 she returned to Milan
and began the Progetto Volpini in collaboration
with Pierantonio Volpini. In 1988 she had her
first show in Japan at the Morris Gallery in Tokyo.
The next year she had her own show at the Galleria
Schubert in Milan. Her work has also been exhibited
at the Milan Triennale (1983), the Venice Biennale
of Architecture (1985), the Venice Biennale of
Visual Art (1986), the World Glass Art Now exhibition
that travelled in Japan (1991) and at the National
Gallery of Modern Art in Rome (1992).
In 1998 she shared an exhibition with Paola Levi
Montalcini at the Japanese Institute of Culture
in Rome. Her shows Ombraluce in Desenzano del
Garda, and Trasparenze luminose (2001) in Rosignano-Solvay
also merit mention.
.
|